giovedì 3 giugno 2010

26 Agosto 2008.

Guardaci. Siamo belli e scanzonati. Siamo felici. Sorridiamo perché è giorno lieto. Sorridiamo perché siamo insieme, uniti in un abbraccio.
Noi eravamo un abbraccio, uniti in un rapporto di mastice e amore. Una maglietta a righe, un anello in dono, capelli lunghi e barba non presente. Nessuna incertezza, se non il modo in cui ci saremmo visti la volta dopo ancora. Tutto era così naturale che quasi ci chiedevamo se non ci fossimo già conosciuti in una vita già vissuta tra i nostri sguardi che trasmettevano pensieri sovrapponibili, e le nostre parole siamesi che formavano discorsi insensati ma mai banali.
Amavo abbracciarti per l'essenza di te che poi sarebbe permeata sulla mia pelle per tutta la notte, amavo la tua essenza della quale mi drogavo e che alle volte scorgevo mentre tu mi eri distante. E mi sentivo speciale con te al mio fianco perché eri tu che mi facevi sentire speciale.
Tu, la tua pelle d'oca, i tuoi sguardi che mi dedicavi, il tuo tocco che ti distingueva da tutto il resto, i tuoi sorrisi così sinceri.
E se solo potessi tornare a quell'attimo, vorrei sussurrarti: - Anche quando ti sembrerà tutto perduto, anche quando ti sembrerò ormai distante, quando tutto ti sembrerà arrivato alla fine, tu non crederci. Io sarò sempre lì, al tuo fianco, attaccata al tuo filo. -
Dove potrei scappare senza te?

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